South - West America 2008 - Tasting freedom - parte 2 - un racconto di Valentina
Data: Sabato, 06 dicembre @ 15:03:43 CET
Argomento: 20-Vostri Racconti


un racconto di Valentina

...continua



8 settembre – lunedì

Sveglia presto, oggi ci attendono molti km: dobbiamo arrivare a Moab e, per farlo, abbiamo scelto di percorrere 2 delle più belle, a detta di molti, scenic byways degli USA: la UT-12 e UT-24.
Dopo colazione, ci mettiamo subito in macchina. La Ut-12 verso Grand Stairs – Escalante è qualcosa di unico! Come capita spesso, qui, nel south – west, ogni punto sarebbe adatto per fermarsi a scattare innumerevoli foto, ma, purtroppo, il tempo è tiranno!
Ci fermiamo al Petrified Forest State Park, dove, essendo un parco statale e non nazionale, non vale il nostro pass e bisogna pagare una tassa di entrata. La cosa particolare è che bisogna fare tutto da sé, nel senso che non c’è proprio nessuno a controllare, ma bisogna fermarsi alla ‘fee station’, compilare, con le informazioni richieste, 2 parti di una busta, una delle quali va apposta sul cruscotto dell’auto, mentre l’altra, con l’aggiunta di 6 dollari, va imbucata!!! Pazzesco!! Facciamo così un bel trail, che ci porta a conoscere e a vedere questi alberi pietrificati: veramente interessante e bello!
Proseguiamo fino a Torrey, imboccando la Ut-24, sempre contornati da paesaggi splendidi, fino a che, dalle rocce rosse, si passa alla foresta verde per tornare poi alle prime, in corrispondenza di Capitol Reef. Prima di addentrarci nel parco, che percorriamo tutto in macchina, ci fermiamo da Subway (la nostra catena di fast food preferita insieme a Denny’s!) a mangiare un’insalata. Siamo così rifocillati e pronti per il Capitol Reef con i suoi blocchi di roccia rossa e rosa, spaccata e fagliata, paradiso per i geologi! Stupendo! Unico inconveniente: ci cade la macchina fotografica, piazzata sul mini cavalletto, per una folata di vento, ma fortunatamente non subisce danni e continua a funzionare benissimo! Meno male! Ci eravamo decisi a fare questo nuovo acquisto proprio in previsione del viaggio!!
Dopo svariate miglia, arriviamo nella simpatica Moab, dove ci fermeremo per ben 3 notti all’economico, ma ottimo Motel 6, anche questo, prenotato dal sito della catena alberghiera prima di partire. Facciamo un giro per la cittadina, ci sono un sacco di negozi, che restano aperti anche dopo cena, domani ci sbizzarriremo negli acquisti! Mangiamo dal solito Denny’s pollo alla griglia con patate, insalata e un fantastico dolce al cioccolato, il tutto per 32$, logicamente in 2! Andiamo a nanna, domani Arches!

9 settembre – martedì

Appena svegli, cerchiamo di fare la lavatrice, che, fortunatamente, è libera! Il tempo dell’asciugatrice lo dedichiamo alla colazione: andiamo alla Pancakehaus a provare questi famosi pancake. Io li prendo ai mirtilli, Roby alla banana, ma non ci dicono proprio niente.. li troviamo decisamente pesanti e difficili da digerire!
Con la pancia indubbiamente piena, ci rechiamo ad Arches: possiamo subito dire che un paesaggio così unico e particolare non lo abbiamo mai visto!!! E’ immenso e stupendo! Non ce lo saremmo mai immaginato così, per ora è assolutamente la cosa più bella vista!
Nonostante il tempo non sia dei migliori, decidiamo di fare il trail di Devil’s Garden, di 11.6 km, che ci porterà a vedere molti archi e panorami incredibili! Cominciamo con il Tunnel Arch, per proseguire con il Lone Pine Arch, fino al famosissimo Landscape arch, il più lungo a ampio arco naturale al mondo. A questo punto, iniziamo la parte più impegnativa, il cosiddetto ‘primitive trail’, dobbiamo infatti camminare sulle creste rocciose e arrampicarci qua e là! Passiamo letteralmente sotto a Wall Arch, l’arco collassato un mese prima che partissimo e proseguiamo fino a Navajo Arch e Partition Arch, uno più bello dell’altro! Il trail continua e diventa sempre più incredibile, facendoci camminare in cresta, con forti folate di vento, immersi in un paesaggio infinito! Raggiungiamo Double Arch, ma comincia a piovere, così rinunciamo a vedere Dark Arch e continuiamo il nostro loop, che risulta faticoso, perché in molte parti si cammina sulla sabbia e quindi i piedi affondano e la stanchezza cresce. In tutto camminiamo 3h e 40 minuti, solo fermandoci a fare foto e a bere: veramente bello! Per capire cosa sia Arches, va assolutamente fatto! Dopo esserci un attimo ripresi, andiamo verso l’Upper View Point per il Delicate Arch, ma sul più bello veniamo colti da un fortissimo acquazzone, che ci costringe, dopo la foto di rito, a correre in macchina. E qui viene il bello… la macchina.. E’ già da ieri che in partenza, il cambio automatico tende ad incastrarsi e a non partire bene, pensiamo sia colpa del motore freddo, ma ora si accende una spia, che, leggendo il libretto delle istruzioni, è una generica spia di malfunzionamento che può voler dire tutto e niente.. Decidiamo di scendere a Moab e cercare un meccanico; lo troviamo e scopriamo che manca totalmente l’olio del cambio.. certo che quelli della Thrifty potrebbero controllare i livelli prima di dare le macchine in affitto! Spendiamo 61$, che speriamo ci rimborsi la Thrifty a Los Angeles.. Contenti di aver risolto il problema in poco tempo, torniamo ad Arches.. il sole ha fatto capolino tra le nubi e rende questo posto ancora più magico. Ci fermiamo a vedere e a fare le foto ai view point non visitati in precedenza, facciamo il breve trail della Balanced Rocks e quello di The Windows, fino a Turret Arch: bellissimo!! Veramente soddisfatti di tutte le cose viste, rientriamo al Motel 6 per una doccia e poi, affamati, proviamo il cibo mexicano: io enchilada, Roby burrito; ottimo!! Usciamo sazi e felici di aver assaggiato cibi con gusti diversi! Ci dedichiamo così agli acquisti, tra i quali merita di essere ricordato un sole di artigianato navajo da appendere in casa, che speriamo non si rompa in valigia e poi tanta nanna!

10 settembre – mercoledì

Sveglia, tempo abbastanza buono, colazione dal benzinaio con caffè e muffin, telefonate a casa con la Columbus Card e siamo pronti per raggiungere Canyonlands.
Abbiamo molte attese da questo parco, perché ce ne hanno parlato in maniera entusiastica.. non ne rimarremo per niente delusi, anzi!!! Saprà rispettare ampiamente le nostre aspettative!
Ci vuole poco per accorgersene: basta affacciarsi al panorama che si gode di fronte al Visitor Center: un’enorme distesa di terra, piena di insenature, canyon, spaccature, che toglie letteralmente il respiro e ti fa sentire piccolissimo di fronte a così tanta immensità!
Raggiungiamo i vari view point della parte del parco, più facilmente visitabile, detta Island in the Sky, nome veramente appropriato, dato che sembra di stare sospesi su un’isola in mezzo al cielo, contornati da terra rotta, fagliata, spezzettata, in totale disfacimento, che fa pensare alle origini della terra. La Lonely Planet parla, infatti, a buon diritto, di paesaggio ‘decadente’.
Giungiamo al Mesa Arch, dove dobbiamo fare un piccolo trail per arrivare ad un fantastico arco naturale dal quale si vede lo scenario di cui parlavamo prima! Super! Andiamo anche al Grand View Point e facciamo il trail lungo il Rim, che ci porta a sederci sulla roccia più isolata e più alta a contemplare l’infinito e a sentirci piccoli piccoli.. davvero una bella sensazione, una di quelle che rimarranno sempre in mente, quando si ripenserà a questi luoghi.
Ci rechiamo anche ad Upheavel Dome, dove un bel trail ci porta a vedere, sia dal primo, che dal secondo lookout, un enorme cratere, le cui origini sono ancora incerte: la più probabile sembra la caduta di un meteorite! Il trail è molto bello, specie la seconda parte e la vista è fantastica.
Dopo esserci fermati ancora al Green River Overlook, lasciamo Canyonlands carichi di emozioni, che, comunque, per la giornata di oggi, non sono ancora finite!
Andiamo a Dead Horse Point State Park, dove, per entrare, dobbiamo lasciare i soldi in una busta, come alla Petrified Forest. Quello che vediamo in questo parco è altrettanto incredibile, quanto quello visto a Canyonlands. In mezzo a questa distesa infinita di canyon, si vede lui, parte integrante e causa di questo paesaggio: il  Colorado in tutto il suo splendore! Il punto più bello è un enorme meandro incassato, intorno al quale, il fiume scorre! Che meraviglia!! Ah, lo Utah! Che Stato fantastico!! Anche oggi ci ha regalato emozioni e panorami mozzafiato! Rientriamo a Moab, dove andiamo a mangiare dal solito Denny’s: Roby t-bone steak, io una specie di filetto di platessa, come sempre buono, economico e salutare.. quest’ultimo aggettivo forse non vale tanto per il favoloso dolce che ci è stato servito a fine pasto pieno di cioccolato.. Contenti e soddisfattissimi della giornata, andiamo a nanna, domani Monument Valley!

11 settembre – giovedì

Sveglia presto, lasciamo il Motel 6, dopo esserci presi una tazza del caffè offerto dalla reception e mangiato 3 biscotti e andiamo verso Mexican Hat.
Visto che il tempo sembra promettere bene, scegliamo di fare lo sterrato delle Valley of the Gods, che ci era stato sconsigliato, in caso di pioggia, con una macchina berlina, come la nostra. La strada è tenuta benissimo e attraversarla è emozionante: 27 km di sterrato, immersi nel silenzio e nella pace più totale, contornati da monumenti di rocce rosse, che si stagliano in un cielo azzurrissimo, accompagnati solo dal sibilo del vento. Terminato lo sterrato, usciamo sulla UT-261 e facciamo in salita il famoso tratto denominato ‘Moky Dugway’, una strada sterrata a tornanti, che salendo permette di godere di tutta l’immensità delle Valley of the Gods. Terminato questo pezzo, la strada è di nuovo asfaltata e procediamo in direzione nord.. forse un po’ troppo, così torniamo indietro e vediamo quello che cercavamo: la deviazione per Muley Point: un altro tratto di strada sterrata, che porta ad avere una visione splendida sui meandri del San Juan River, fino alla Monument Valley, veramente bello!
Ripercorriamo la Moky Dugway in discesa e riprendiamo la 261 in direzione sud, fino alla deviazione per Gooseneck State Park, dove vediamo uno dei migliori esempi di meandri incassati al mondo! Stupendo! Ci fermiamo con questa vista davanti a consumare i nostri crackers e banane e procediamo fino a Mexican Hat, dove abbiamo prenotato on line al Mexican Hat Lodge, un ex – saloon, trasformato in motel, veramente carino!
Posate le valigie, ci dirigiamo verso la Monument Valley: una volta entrati, non rimaniamo così colpiti, come immaginavamo, anche se il paesaggio è tipicamente da film western! Facciamo il giro della valle con la nostra macchina.. questo sì che è uno sterrato, non quelli fatti oggi nelle altre ore della giornata… è pieno di buche e fosse.. Ahi!! Ahi!! Facciamo molte foto e aspettiamo il tramonto, il cielo è pieno di nuvoloni neri, che in contrapposizione alla terra rossa e ai raggi di sole, che filtrano attraverso alcuni di questi, rendono veramente tutto molto suggestivo! Torniamo al nostro Mexican Hat Lodge, dove consumiamo un’ottima cena ‘western’, con bistecca, cotta su una griglia dondolante sul fuoco con fagioli e insalata, cucinata da un tipo anch’esso tipicamente ‘western’, con cappello da cowboy e baffoni!

12 settembre – venerdì

Partenza da Mexican Hat, ultime foto all’esterno della Monument e poi direzione Page. Prima di arrivare in questa cittadina, prendiamo una piccola deviazione sulla sinistra, che porta all’interno della Riserva Navajo, dove si organizzano le escursioni per visitare l’Antelope Canyon. Noi abbiamo deciso di non prenotare on line anticipatamente l’escursione, in quanto, in caso di mal tempo, sarebbe stata rimandata, così abbiamo confidato nella sorte e sperato di trovare posto in una delle escursioni delle ore centrali della giornata, per godere a pieno dei giochi di luce che si vengono a creare in questo piccolo slot canyon. Fortunatamente, troviamo posto nel gruppo delle 11.30 per 25$ a testa. Con una jeep veniamo portati, insieme ad altre persone, all’ingresso di questo strettissimo canyon, tutto scavato dall’acqua. Il posto è stupendo, peccato che ci sia veramente troppa gente e che quindi non riusciamo a goderci a pieno la visita. Proseguiamo verso Page, mangiamo un panino al Subway e andiamo a vedere la diga sul Lake Powell e la zona della Marina. Vorremmo affittare una barca, o una moto ad acqua, ma, a parte i prezzi esorbitanti, ci dicono che per oggi è troppo tardi.. sono le 15, gli uffici chiudono alle 17 e i mezzi affittati vanno riconsegnati alle 16.. Decidiamo così di andare nel nostro albergo, il Best Western at Lake Powell, anche questo prenotato on line dall’Italia e passiamo il pomeriggio in piscina! Ogni tanto, un po’ di relax ci vuole! Alla sera, andiamo a mangiare alla steak house dietro il BW, ma, purtroppo, non rimaniamo molto soddisfatti; dopo esserci collegati un po’ ad internet, andiamo a dormire.

13 settembre - sabato

Sveglia non troppo presto, colazione affollatissima in hotel e lasciamo Page. Sulla highway 89, ci fermiamo per vedere il bellissimo Horseshoe Bend, un altro meandro formato dal Colorado, che, in questo tratto, è di un azzurro –verde favoloso! Assolutamente da non perdere!
Proseguiamo verso il Grand Canyon ed entriamo nel parco dalla parte est, quindi, lungo la Desert View Raod, l’unica strada con view point al momento aperta, in quanto Hermit Road è chiusa per lavori fino a marzo 2009. Ci fermiamo ai vari punti panoramici e lo spettacolo è veramente bello: il canyon è decisamente enorme, o meglio ‘grand’.. La vista spazia in tutte le direzioni! Però, c’è un però.. dopo tutte le meraviglie viste nei giorni precedenti, non ci colpisce più di tanto, soprattutto perché è poco godibile, nel senso che, o si sceglie di fare parti del Rim Trail, o si scende nel canyon, cosa, quest’ultima, che va fatta nei momenti giusti della giornata e con il giusto equipaggiamento, quindi, ci si riduce a fermarsi ai view point, che sono affollatissimi.
Però, c’è da dire che, prendendo lo shuttle per vedere Yaki Point, ci tiriamo un po’ su: la vista è magnifica! Ripresa la macchina, facciamo un giro del Grand Canyon Village per capire da dove parta il Bright Angel Trail, che effettueremo domani mattina e poi ci spostiamo a Tusayan, dove avevamo preventivamente prenotato una stanza al Red Feather Lodge per 2 notti. Mangiamo da Pizza Hut, una specie di pizza – focaccia che ci sembra buonissima (ah, la fame!!!) e andiamo a nanna presto, perché domani la sveglia sarà alle 6!

14 settembre – domenica

Oggi è il compleanno di Roby!31!Auguri, maritino mio!
Sveglia alle 6, colazione al motel e partiamo il prima possibile per il Bright Angel Trail. I vari cartelli che si trovano sul percorso hanno veramente lo scopo di spaventare e spingere le persone a non camminare e tentare imprese, se non equipaggiati. Noi siamo abbastanza preparati e allenati, dopo tutti i vari trail dei parchi, ma ciò nonostante, decidiamo di non osare troppo e di non spingerci fino ad Indian Garden, dovendo poi effettuare 900mt di dislivello, ma di fermarci alla seconda stazione con 9,6 km totali e 644mt d dislivello. Scendendo, si ha la possibilità di addentrarsi nel canyon e di avere una visione diversa, ma, purtroppo, del Colorado nemmeno l’ombra! Per vederlo, bisognerebbe affrontare in totale 20 km e arrivare al cosiddetto ‘Plateau Point’. Forse, facendo il Kaibab Trail, con gli stessi km da noi oggi affrontati, avremmo potuto vedere il fiume, ma lo abbiamo scoperto solo dopo.. Comunque, siamo soddisfatti e contenti di quanto fatto anche perché il Grand Canyon, senza un po’ di Bright Angel Trail, che è??
Torniamo a Tusayan e passiamo il pomeriggio a riposare in piscina. Alla sera, mangiamo un buon omelette al Tusayan Caffè e poi una fetta di torta per festeggiare Roby!

15 settembre – lunedì

Anche oggi, sveglia alle 6.. tantissimi km da affrontare.. così, siamo subito in partenza, dopo colazione. Una volta imboccata la I-40, decidiamo di uscire a Seligman per fare un pezzo di Route 66! Wow!! Appena presa l’uscita, stores e negozi di ogni tipo ci riportano negli anni 50 – 60. Ci sono un sacco di gadget e non resistiamo: compriamo un cappellino e una maglietta con il logo della ’66. Continuiamo a seguire l’historic route fino a Kingman, dove riprendiamo, invece, la I-40 fino a Barstow. Ci fermiamo, dato che abbiamo deciso che dormiremo qui questa notte e, raggiunta la solita Main Street, tra tutte le varie di opzioni per passare la notte, scegliamo il mitico Motel 6: 38$ in 2 per 1 notte!! A questo punto, cerchiamo di capire dove siano i famosi outlet della cittadina e, dopo un po’, grazie ad un volantino, capiamo che sono sulla I-15 south in direzione L.A. Prendiamo, così, l’uscita Outlet District e ci dedichiamo agli acquisti, soprattutto dalla Calvin Klein, dove i prezzi sono veramente interessanti! Ci aspettavamo, comunque, una zona commerciale più ampia e con un più scelta.. in confronto, l’outlet di Serravalle è una megalopoli! Tornando dal viaggio, abbiamo scoperto che ormai la zona più in e conveniente per fare acquisti risulta essere Las Vegas, quindi, sappiatelo, meglio Sin City che Barstow! Rimaniamo lo stesso contenti di aver dedicato un pomeriggio allo shopping! Sulla via del ritorno, ci fermiamo a mangiare in un ristorante mexicano: ottimo! Nanna, domani L.A.!!

16 settembre – martedì

Sveglia, come sempre presto e partenza per Los Angeles. Agitazione, perché, siamo, come già detto, senza navigatore ed entrare in città non è per niente facile, almeno di primo acchito.. poi, in fondo, non è così difficile, dato che è composta da strade perpendicolari, che si incrociano sempre, ma trovarsi su una freeway a 5 corsie, piena di traffico, con macchine che ti sorpassano a destra e a sinistra, fa un certo effetto!!
Seguiamo alla lettera le indicazioni stradali scaricate da Google Map e arriviamo alla prima, senza sbagliare, al nostro hotel, il Ramada di Wilshire Blvd, preventivamente prenotato dal sito dell’hotel. Logicamente è troppo presto e non possiamo ancora fare il check in, ma vorremmo che la receptionist ci desse una mappa della città per orientarci meglio. Al momento, non può darci nulla, ma, fortunatamente, Roby recupera nella hall una rivista con una mappa che, integrata con quelle più dettagliate di ogni zona della Lonely Planet, ci porterà sempre a destinazione in questi 3 giorni nella City of Angels.
Cominciamo la visita logicamente da Hollywood. Lasciamo la macchina dietro al Kodak Theatre, in un parcheggio a pagamento che, per 10 $, ci permette di tenerla al coperto fino alle 11 di sera (consideriamo anche che è ancora piena di valigie!) e andiamo subito a passeggiare sulla famosissima Walk of Fame. E’ lunghissima e le stelle con i nomi dei personaggi famosi nella varie discipline artistiche sono su entrambi i lati! Facciamo naturalmente le foto alle impronte di mani e piedi degli attori davanti al Chinese Theatre, contornati da una folla immane di turisti! Percorriamo praticamente quasi tutta la Walk of Fame, ma più ci si allontana dalla zona dei teatri, più questa perde charme e diventa sempre meno frequentata. Alla fine, torniamo indietro, mangiamo un’ottima crepes nel centro commerciale vicino al Kodak Theatre, non prima di aver fatto la foto alla famosa scritta “Hollywood” sulle colline. Decidiamo a questo punto di spostarci con la metro. Prendiamo la linea rossa fino a Union Station e poi la gialla fino a Chinatown. Purtroppo, il quartiere cinese di L.A. non ha niente a che vedere con quello di San Francisco.. è molto, ma molto meno interessante e caratteristico.. Andiamo così al Pueblo de los angeles, il centro storico della città, anche se di centro vero e proprio è praticamente impossibile parlare. Si tratta di una piazza, con una piccola stradina pedonale con bancarelle messicane. Raggiungiamo Little Tokyo, un bel quartiere, con molti centri commerciali all’aperto. In uno di questi, ci prendiamo uno smoothie alla frutta e facciamo un giro in un negozio di fumetti, dove Roby impazzisce di gioia, vista la sua passione! Dopo aver girato anche per la Japanese Center Plaza, ci spostiamo verso il Civic Center, proprio all’ora di uscita dagli uffici! Qui si cammina a testa in su per vedere gli altissimi grattacieli, che si specchiano l’uno nell’altro! Le foto si sprecano! Riprendiamo la metro e torniamo a Hollywood, dove ci rimpossessiamo della nostra macchina, alla volta di Beverly Hills. Percorriamo tutta Beverly Bld  e ci infiliamo anche in qualche stradina per vedere le bellissime ville dei ricchi;  parcheggiamo vicino a Rodeo Drive e, per la prima volta, usiamo le famose colonnine dei parcheggi, viste in tanti film! Così tranquilli, passeggiamo per l’elegantissima Rodeo Drive con tutte le luci dei negozi delle firme più prestigiose e, alla fine, stanchi, rientriamo in albergo, dove posiamo finalmente le valigie! Una piccola camminata in Wilshire Bld ci porta a mangiare dal solito Denny’s: cesar’s salad per me e fish and chips per Roby. Ora ci attende proprio una bella dormita!

 

17 settembre – mercoledì

Oggi ci svegliamo contenti ed eccitati come 2 bambini: ci aspettano gli Universal Studios!! Riusciamo ad arrivarci senza problemi e rimaniamo già bene impressionati dalla zona piena di negozi che si trova prima dell’ingresso agli Studios! Una volta entrati (scegliamo di non fare il front line pass, siamo a settembre e in settimana! Scelta azzeccata! Sempre poca coda per le varie attrazioni!), ci dirigiamo subito a vedere Shrek 4D! Bellissimo!! Poi scegliamo I Simpson! Ci sono talmente piaciuti che, a fine giornata, li abbiamo rifatti!!! Scendiamo nel lower lot e facciamo la Mummia e Jurassic Park: uno più bello dell’altro! Sono le 13 ed è l’ora dello spettacolo di Waterworld: assolutamente da non perdere! Mangiamo un buon hamburger e ci mettiamo in coda per il tour degli Studios; davvero molto carino! Finalmente ho visto i set della Signora in Giallo e di Desperate Housewives! Dopo facciamo la casa del terrore.. wow!! e vediamo lo show di Terminator 3D e infine gli Stage Effect.. Raccontiamo poco volutamente per non svelare trucchi e sorprese di cui è bello godere al momento, senza essere preparati! Ormai si è fatto tardi e le attrazioni stanno chiudendo. La giornata è stata veramente piacevole e divertente. Se venite a Los Angeles, non perdetevi gli Studios! Rientriamo così in hotel prendendoci un bel po’ di traffico.. ma stasera niente cena, siamo ancora pieni del gelato preso a metà pomeriggio, che era tipicamente “americano” nelle dimensioni..

18 settembre – giovedì

Oggi ultimo giorno.. dispiaciuti che sia finito il nostro viaggio, ma anche contenti di ritornare nella nostra adorata casetta con la prospettiva di mangiarci un bel piatto di trenette al pesto!!
Facciamo le valigie con calma e alle 10 lasciamo l’albergo.
Andiamo a Santa Monica e vediamo il famoso molo con la ruota panoramica protagonista di scene in tanti film! Che spiaggia!! Immensa!! E ci sono le torrette dei baywatchers, i surfisti e un sacco di ragazzi che corrono e vanno in bici! Siamo in un telefilm!!
Lasciamo la macchina in uno dei parcheggi sulla spiaggia e a piedi facciamo la passeggiata costiera fino a Venice Beach, con tutta la sua gente strana e bizzarra.. senza tetto, hyppies, artisti di strada, rappers, gente sui rollerblade, in bici, che corre coi cani, il tutto contornato da negozi e bancarelle che vendono cianfrusaglie di ogni genere.. assurdo!! Purtroppo non riesco a vedere la casa sulla spiaggia di Kelly e Donna di Beverly Hills, che qualcuno ha fotografato, ma ciò che abbiamo visto, ci basta!
Torniamo indietro, riprendiamo la macchina e andiamo sulla 4a strada, dove, come indicato sulla Lonely, ci sono parcheggi, dove si può parcheggiare gratuitamente per le prime 2 h. Ci spostiamo a piedi verso la Third Promenade, una strada pedonale, molto carina, piena di negozi e locali. Mangiamo un panino al Subway e cominciamo a spostarci con calma verso l’aeroporto: dobbiamo riconsegnare la macchina, trovare il terminal B, ecc.. insomma, ormai, il viaggio è finito e ci toccano ore di attesa, un bel volo intercontinentale e la coincidenza per Milano.. siamo proprio alla fine..

Questo, quindi, è stato il nostro viaggio, che ci ha fatto assaporare un forte senso di “libertà” e ci ha fatto conoscere un paese di interminati spazi, dove la natura è sovrana, fatto di strade infinite, di terra e rocce rosse; un paese anche di forti contrasti, dove nelle grandi città, i senza tetto sono milioni, mentre, nei piccoli paesini, sono molti quelli che vivono in roulottes; un paese di indiani segregati nelle riserve e di tanta ingiustizia. Un paese, però, dove tutto sembra possibile e dove ora speriamo possa avvenire il tanto agognato “cambiamento”.  (“Change we need”, dice Obama e noi ci crediamo!).In ogni caso, è un paese che, contrariamente a quanto ci aspettavamo, ci è entrato nel cuore. Il desiderio di un futuro ritorno, sia per esplorare nuovi angoli, sia per approfondire la conoscenza di quelli già visitati, è già presente e vivido.
GoodBye America, see you soon.

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Testo a cura di Valentina, per gentile concessione ad America On The Road. Vietata ogni forma di riproduzione dei contenuti senza autorizzazione. All rights reseved

 







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