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Scheda Death Valley National Park - parte 1
05-Parchi Nazionali

La scheda dedicata alla Death Valley National Park.

Qui potete trovare le informazioni utili per la visita di questo stupendo parco nazionale



DEATH VALLEY NATIONAL PARK
- California-

Introduzione - Accessibilità - Ingresso - Muoversi nella Death Valley - Clima
-
Dove Alloggiare - PRENOTA L'ALBERGO - Qualche consiglio utile per la sopravvivenza - Cose da vedere... cose da fare
- Trails - Quanto tempo dedicare alla visita - Da vedere nelle vicinanze - Link utili
- Contatti e numeri utili - Photogallery, webcam, panoramiche 360° - Mappe

Grazie a Dio siamo usciti da questa valle della morte” Fu questa espressione di uno dei superstiti dei 49rs, un gruppo di mormoni, che capitò nel deserto a cavallo di California e Nevada durante il periodo della conquista dell’ovest (la famosa Corsa all’oro), a dare il nome a questo parco nazionale.
E’ facilmente intuibile che un parco che porta un nome del genere, così tetro e cupo rappresenta luoghi e ambienti al limite della sopravvivenza umana, ragion per cui migliaia di turisti vengono attratti da uno degli scenari più bollenti degli interi USA..

A parte l’affermazione dell’esploratore superstite, alcune cifre sulla Death Valley, spiegano cosa sia realmente questo angolo remoto della California. Nella “valle della morte”, così come la chiamiamo noi, sorge il punto più basso di tutto l’emisfero nord , Badwater, si trova a -86 slm, mentre tutto attorno, alti picchi del Panamint Range, frutto dell’azione delle placche continentali (non a caso passa da qui la temuta Faglia di S.Andrea), superano i 3300 metri di altitudine.
Basti pensare che Telescope Peak (3368 m), la vetta più alta del Panamint Range (parte ovest del parco), dista in linea d’aria, dal suo opposto, Badwater non più di 20 km!!! Il Mount Whitney, la più alta vetta degli USA (4418 metri), si trova a non più di 100km dal punto più depresso!!

Questa conformazione geologica scatena all’interno della valle un clima al limite della sopportazione fisica. Le fresche correnti oceaniche e la vicina Sierra Nevada, non riescono a mitigare il clima, l’effetto catino dovuto alle alte vette che circondano un po’ dappertutto la vallata, non fanno altro che aumentare ancor di più le temperature. Ecco qualche cifra che forse fa capire meglio cosa sia la Death Valley; temperature medie estive, comprese tra i 40 e 50°, già a partire della primavera il termometro supera i 40°; 57° è la stata la temperatura massima mai registrata (nel 1913), sempre in quell’anno, venne registrata la temperatura più bassa (-9°). Nell’estate del 1994, la temperatura di ben 49° venne superata per 31 giorni. Umidità relativa praticamente nulla, piogge ridotte al lumicino, ma in grado, anche d’estate, di spazzare via e rendere impraticabili e percorribili interi tratti stradali (flash flooding).

Apparentemente potreste pensare che la Valle della Morte sia solo un deserto arido, forse anche un po’ monotono, non meritevole di esser visitato con attenzione....purtroppo è l’approccio più sbagliato!
Molti affrontano la visita con la convinzione di visitare un luogo spettrale, inospitale, quasi lunare, dove forse la vera attrazione è la resistenza al limite della sopportazione fisica, dettate dalle condizioni climatiche del posto; alla fine della visita la gente si ricrede e trova la Death Valley un parco sorprendente e variegato: alte montagne, ampie distese salate, laghi prosciugati, profondi e variopinti canyon, dune di sabbia e vecchie miniere abbandonate fanno della Death Valley uno dei parchi più completi del sud ovest.
Nonostante il caldo infernale la vita nella Valle della Morte è sorprendentemente rigogliosa, non a caso, in primavera, le distese arse dal sole, si riempiono di fiori, palme e cactus; ci sono un infinità di specie animali, dal serpente al crotalo, fino ad arrivare ai Coyote e ai Roadrunner (il bip bip dei cartoni animati); nelle viscere della terra scorrono grandi laghi sotterranei, che affiorano in pozze d’acqua in superficie anche nei mesi caldi. Spesso molte di queste specie acquatiche presenti nei vari stagni sono tra le più rare del pianeta!
Non vi stupisca, quindi, che uno dei motivi per cui migliaia di turisti vengono appositamente da queste parti, è per un puro aspetto legato alla natura.

Nonostante l’origine geologica sia piuttosto antica (circa 10000 anni fa),e la sua scoperta casuale (risalente al 1849), la Death Valley è un parco nazionale tra i più recenti. Soltanto nel 1933 il Presidente Hoover, dichiarò il Parco come Monumento Nazionale, mentre, grazie al Presidente Bill Clinton, nel 1994, le aree della valle della morte vennero elette a Parco Nazionale.

 

Accessibilità

La valle della morte si trova a ridosso del confine est della California con il Nevada, a circa 200 km ad ovest di Las Vegas, circa 550 km da Los Angeles. Proprio per la sua collocazione geografica,la Death Valley, è uno dei maggiori crocevia sia per coloro che da Los Angeles si spostano a Las Vegas (e viceversa), sia per coloro che da San Francisco, via Yosemite e Sequoia & Kings Canyon National Park, cercano di raggiungere Las Vegas (e viceversa) e da qui tutta la regione dei grandi parchi del sud ovest.

Per chi transita sulla I-15, da Los Angeles a Las Vegas (e viceversa), l’accesso al parco avviene all’altezza della città di Baker, piccolo centro in mezzo al deserto Mojave, riconoscibile per il termometro più grande del mondo. Alto 134 piedi (42 metri), ricorda la temperatura più alta mai registrata (nel 1913) da queste parti (134° C = 57° centigradi).

Imboccando la strada 127 all’altezza di Shoshone è possibile svoltare a sinistra sulla 178, raggiungendo il fondovalle, transitando per i luoghi simbolo del parco Badwater, Devil's Golf Course, Artist Drive; in alternativa, è possibile proseguire oltre Shoshone e raggiungere Death Valley Junction, svoltare a sinistra sulla 190, passando per Zabrieskie Point e per l’imbocco di Dante’s View.

Per chi arriva da Las Vegas, l’accesso consigliato è ad est del parco. Prendendo la US95, direzione North West, uscire all’altezza di Amargosa Valley, seguire per Death Valley Junction e poi lungo la 190 in direzione del Visitor Center di Furnace Creek.

Per chi proviene da ovest, ed in particolare per coloro che provengono da San Francisco, Yosemite N.P. , Sequoia & Kings Canyon N.P., consiglio di raggiungere la città di Ridgecrest, proseguire sulla 178, passando da Trona, ed entrare nel parco all’altezza di Panamint Springs, proseguire poi per Stovepipe Wells, e poi verso sud, lungo la 190 in direzione del Visitor Center.

Per chi proviene da Yosemite, via Tioga Road, oppure dal Lake Tahoe, l’accesso più comodo è all’altezza del paese di Lone Pine, sulla I-395, deviando successivamente sulla strada 136 in direzione di Panamint Springs.

Infine due accessi da Nord-Est, poco battuti dai più classici itinerari, consentono l’accesso al parco per chi proviene dalla parte settentrionale del Nevada (basti pensare all’Area 51 o da Reno). Tra i due, l’accesso da Beatty, lungo la 374, è quello consigliato mentre quello di Scotty’s Castle Junction, sulla 267, permette di entrare nel punto più a nord del parco, utile ad esempio se si vuole visitare Scotty’s Castle e l’Ubehebe Crater.

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Ingresso

Come tutti i parchi nazionali d’America la Death Valley è gestita dal NPS (National Park Service) e grazie anche alle favorevoli condizioni meteo è aperto tutto.
Come ogni parco l’ingresso è a pagamento (entrance fees), che si può effettuare in contanti o con carta di credito. L’ingresso al parco è di 10$ per il Veichle Pass ed è valido per 7 giorni (auto più passeggeri). Per i visitatori che viaggiano in moto o bici l’ingresso costa 5$. Molto utile se si visitano parecchi parchi nazionali è il National Park Pass, che consente l’accesso per un anno a qualsiasi parco nazionale gestito dal NPS; il costo è di 50 $ e può essere acquistato on-line o direttamente all’ingresso del primo parco che incontrerete.
Per acquistare il Pass o per maggiori informazioni, clicca qui

A differenza di molti parchi dove l’ingresso si paga ad un apposito casello con sbarra, posto sul confine geografico del parco, nella valle della morte la postazione dei Rangers, si trova quasi nei pressi del Visitor Center. Questo vi permette di visitare e transitare in alcuni posti famosi del parco senza nemmeno pagare. Durante le ore più calde e in estate, la postazione dei Rangers è addirittura vuota, lasciando al buon senso, un offerta libera (che solo noi furbi italiani non diamo).
Oltre al Visitor Center di Furnace Creek è possibile ottenere informazioni, consigli, mappe e guide, informazioni sullo stato delle strade e altro ancora, presso i Visitor Center di Stovepipe Wells e fuori dal parco, nella città di Lone Pine, lungo la I-395.

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Muoversi nella Death Valley

E’ consigliabile muoversi esclusivamente con la propria macchina. Date le elevate temperature, l’autostop è vietatissimo, mentre non ci sono navette gratuite, come invece ci sono in altri parchi, che vi portano in vari punti del parco.
La Death Valley è quindi visitabile solo da chi ha un proprio mezzo a disposizione, obbligatoriamente dotato di aria condizionata accesa quasi sempre!!!!

Nella Death Valley non arrivano aerei e treni, ne al tempo stesso bus di linea, come il Greyhound o simili. Le città più vicine dotate di tali servizi sono Las Vegas e Barstow (bus).
Nonostante siamo in un ambiente desertico, anche d’estate, è possibile imbattersi in forti temporali con violente piogge in grado di creare profonde voragini nell’asfalto; capita anche che interi tratti di strade vengono spazzati via letteralmente, rendendo inaccessibili alcune luoghi della valle.

Prima di partire alla volta della Death Valley è consigliabile contattare il numero verde gratuito 760 786 3200, dove, un nastro registrato, vi informa in tempo reale sulle condizione delle vie d’accesso e transito del parco.

Capita di sovente anche nei mesi estivi che forti acquazzoni compromettono seriamente lo stato delle strade, tutto sommato il manto stradale è gettato su un fondo di sabbia e terreno molle, quindi soggetto alla formazioni di voragini, sconnessioni ecc... Questo fenomeno noto Flash Flooding legato alle forti piogge, potrebbe influenzare fortemente la vostra visita, se non addirittura (e non è così tanto raro, nel mese di luglio-agosto) costringervi ad annullare la tappa. Cercate di aver sempre pronto un programma alternativo, nel caso, ma non ve lo auguro, non si riesca in nessun modo a raggiungere comodamente la Death Valley.

Potete controllare lo stato delle strade, dal sito ufficiale del NPS (con reports quotidiani), al seguente link: Standard road conditions

L'attraversamento delle Death Valley è fortemente sconsigliato a chi si muove con i camper, addirittura molte società, nei mesi di luglio e agosto non danno i propri mezzi a chi ha intenzione di passare da queste parti. Sempre per via del caldo elevato, anche nei mesi di giugno e settembre, chi noleggia il Camper e attraversa la Valle della morte, lo fa sotto la propria responsabilità. E' ovvio che se vi succede qualcosa, dalla semplice avaria, ad incidenti o altro, in queste situazioni qui l'assicurazione che avete stipulato non ha alcuna validità, si corrono quindi gravi problemi sia finanziari che legali.

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Clima

Ormai è chiaro, il clima della Death Valley è caldissimo, spesso rovente a partire già dalla primavera. Temperature oltre i 40 da maggio a ottobre, mentre per il restante periodo dell'anno le temperature medie non scendono mai sotto i 18 gradi del mese di gennaio, che è il mese più freddo. Per la vastità del luogo e per i forti dislivelli presenti, il clima del fondovalle è certamente diverso di quello delle montagne circostanti; in inverno le vette sono innevate e le temperature sono tipicamente da montagna.

Le piogge sono molto ridotte durante tutto l'arco dell'anno, senza una grossa distinzione tra estate ed inverno, anche se la violenza di certi temporali estivi può creare danni alle strade.

Il periodo consigliato per la visita del parco è ovviamente quello primaverile, quando la temperatura è ancora accettabile e le ampie distese son coperte da rigogliosa vegetazione e piccoli specchi d’acqua. Anche d’inverno il clima è ideale ma assai variabile, di giorno si corre il piacevole rischio di andare in giro con una maglietta a maniche corte. In inverno certamente l’escursione termica tra il giorno e la notte è molto forte, le temperature scendono anche sotto i 10° per cui, se vi muovete con la tenda, cercate di avere la giusta attrezzatura. Quasi tutti però visitano la valle della morte in piena estate, non è certamente il periodo migliore solo ed esclusivamente per le temperature comprese tra i 40 e 50°, per il resto questo parco, mantiene intatte tutte le sue peculiarità.I mesi più caldi sono luglio (46° di media) e agosto (45° di media), mentre i mesi di giugno e settembre , viaggiano a circa 43° di media.

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Alloggiare nella Death Valley

All’interno della Valle della Morte, c’è solo un albergo, lussuoso e carissimo, ed è il Furnace Creek Inn & Ranch (costo medio sui 200-250 $ a notte), situato in un oasi artificiale nel cuore dell’ omonimo Visitor Center.
Per il resto, il parco non offre molte altre soluzioni, eccezion fatta per la zona nord ovest, di Panamint Springs, con il Panamint Springs Resort (forse è chiuso e chiedo conferma), e allo Stovepipe Wells Village. Sono in ogni caso alberghi/lodge molto piccoli, circa 40 stanze l’uno per cui non sono in grado di sopperire l’elevato numero di turisti di passaggio, quindi sono quasi sempre al completo.

La zona a sud, sud-est del parco è certamente quella più ricca di soluzioni, anche diversificate nei prezzi.
Ad Amargosa Valley, sorge l’Amargosa Hotel, un albergo alquanto particolare. L’hotel, dall’aspetto simile ad una Hacienda messicana, con porticati areati e muri bianchi, è di proprietà di un eccentrico personaggio, la signora Martha Becket.
Questa signora, ormai un po’ vecchiotta, era una ballerina che rimase in strada da queste parti, si innamorò a tal punto del deserto che decise di trasferirsi definitivamente, aprendo nel 1968 l’Amargosa Opera House, un teatro per operette e balletti. Ogni lunedì alle 20 da ottobre ad aprile, da oltre 30 anni vanno in scena balletti e altre rappresentazioni, spesso curate negli allestimenti e nei vestiti di scena direttamente dalla stessa Martha!
Il posto è davvero stranissimo...ma chi diavolo va a vedere un balletto in pieno deserto..nel nulla più totale???? Per continuare con le stravaganze di questo insolito alberghetto (10-20 stanze), si narra che esiste pure un fantasma che gira nelle stanze...a supporto di questa tesi, molti degli avventori vengono solo ed esclusivamente per vedere (o cercare) il fantasma....è business pure questo o no???
Altri alloggi si trovano a Shoshone, a Parhump e soprattutto a Baker, che è la cittadina forse più sviluppata. Per chi proviene da ovest, Ridgecrest dista poco più di ore dal parco, ha un ottima dotazione di alberghi e motel anche a prezzi davvero contenuti.

Personalmente sconsiglio il pernottamento in campeggio, viste le alte temperature estive, ma anche per il fatto che di notte lo sbalzo termico è davvero forte, anche nell’ordine di 30 gradi in meno!!!!
Alcuni campeggi sono addirittura chiusi d’estate, poiché completamente al sole, altri invece hanno dotazioni minime, se non precarie a livello di servizi igienici.
Nei pressi del Visitor center, c’è il Furnace Creek Camping, che forse è quello più adatto per una sosta, anche se non ha al suo interno le docce (da utilizzare i servizi del vicino Visitor Center). Altri camping sorgono a Scotty’s Castle (Mesquite Springs Camping) e a Wildrose, sorge una piccola area per tende, che però ha il grosso difetto di essere lontanissima da tutti i luoghi di maggior interesse..e quindi fortemente sconsigliato!

Consulta la sezione dei link per trovare ulteriori info sugli hotel

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Qualche consiglio utile per la sopravvivenza

E’ meglio muoversi alle prime ore della giornata in modo da sfruttare fin da subito le temperature non ancora elevate per fare delle passeggiate, dei trails (sentieri).

Controllate con attenzione lo stato del vostro veicolo prima di mettervi in moto per la Death Valley; in particolare controllate il livello di acqua nel radiatore, fonte numero uno di guasti. All’interno del parco ci sono decine di posti dove poter far scorta d’acqua (non potabile) per il vostro radiatore, c’è pure una piccola officina a Furnace Creek .
Prima di partire alla volta del parco fare tassativamente il pieno di benzina, per centinaia di km troverete solo deserto, zone aride e poche forme di vita, i paesi che si incontrano si posson contare sulle dita di due mani. All’interno del parco, ci sono 3 stazioni di servizio (Furnace Creek, Scotty’s Castle, Panamint Springs), hanno ovviamente il carburante, ma costa ovviamente il doppio rispetto al resto degli USA.

E’ consigliabile “staccare” ogni tanto l’aria condizionata della macchina, per far riposare il veicolo; è consigliabile fare ciò, ad esempio lungo le strade in salita, spesso ripide, e dove il motore soffre parecchio.
E’ già stato detto, senza aria condizionata non pensate minimamente di passare nei mesi caldi da queste parti. Si arriva a perdere un litro di liquidi per ogni ora passata a cuocere tra le lamiere!!!!
Acqua....acqua..acqua..sì portatevi dietro quanta più acqua da bere riuscite...in media anche 4-5 litri a testa!!!
Mi sembra superfluo e scontato, ma lo ripeto, siccome fa un caldo pazzesco e di ombra non se ne parla assolutamente, proteggetevi il più possibile da scottature e colpi di sole; quindi abbigliamento adeguato (ideale che copra anche mani e gambe), cappellino sempre in testa, creme solari e occhiali da sole!

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Postato il Domenica, 24 luglio @ 16:07:48 CEST di AOTR-admin

 
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