Un Racconto di Riccardo
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Continua.....
Giugno 6 Ore 7.00
Los Angeles – Universal Studios – Walk of
Fame – Bel Air.
Svegliati
di buon mattino, doccia veloce e giù nella Hall a chiedere la direzione
per gli Universal Studios, il Concierge neanche ci da tempo
di finire la frase che ci porge un foglio con indicazioni a dir poco precise.
Infatti arriviamo agli Studios all' apertura, erano le 9 e credetemi, è
stata una decisione più che giusta, dato che per vederlo tutto, e noi
non ci siamo persi nessuno spettacolo, ci vuole del tempo, alle 12.00 era già
pieno di gente. In ogni caso appena arrivati paghiamo i nostri $43.00, anche
se il prezzo ufficiale era di $50.00, ma in albergo, (ma si possono trovare
ovunque anche nei fast food) abbiamo trovato vari Discount Vouchers,
che alla fine del viaggio risulteranno utili.
Ci
siamo diretti nel Coffee Shop della Starbucks, bibitone di caffè, Muffin
gigante e via di corsa a prendere il trenino che ti porta a vedere gli Studios
dove hanno girato e girano tutt' ora i Films. Il commentatore sembra gentilissimo,
ma con un sorriso plastificato, tipo protesi, che poi risulterà una tipicità
di tutti coloro che lavorano nei parchi tematici, anche se alla fine sembrano
idioti!!! Tornando al commentatore dobbiamo ringraziarlo di averci fatto perdere
l’emozione di vedere lo Squalo da vicino, (dato che ci rimproverava sempre
di stare seduti).
Quindi
se non lo volete perdere appena saliti cercate di siedetevi sulla destra e pronti
con le macchine fotografiche. In ogni caso gli Studios sono qualcosa di magnifico,
vedendo i trucchi usati nelle svariate scene, dagli incendi catastrofici alle
inondazioni, ma guardali sti americani. Alla fine del giro salutiamo lo stupido,
sorridente commentatore per iniziare a vedere i vari shows, iniziando con Terminator
e finendo con Shrek.
I
piu’ belli risulteranno Terminator, Shrek, Jurassic Park, Firedraft, Waterworld
mentre il piu’ deludente Van Helsing e Spiderman, in ogni caso vedeteli
tutti se avete tempo ormai che ci siete, anzi vedete anche per noi The Mummy,
che era in costruzione in quel momento.
Usciamo dal parco soddisfatti, anzi abbiamo l’opportunità di vedere
la gente ammassata per la finale NBA dei Lakers, acquisto una maglietta Harley
Davidson, con la scritta Hollywood/California. Vi avverto che i prezzi che vedete
non sono compresi di IVA che pagherete alla cassa, quindi se costa $10.00 alla
fine sara’ $12.00, e chiamateli stupidi sti americani.
Per
niente stanchi decidiamo di andare a vedere the Walk of Fame
a Hollywood Boulevard, e anche qui un parcheggio delizioso.
Iniziamo a leggere i primi nomi sull’asfalto, ma poi procediamo con rapidità
verso il Teatro Cinese, con le impronte su cemento dei vari Sofia Loren, Hemphry
Bougart e molti altri, prontamente immacolati con la macchina fotografica e
accompagnati da un acquisto di una felpa con la scritta Los Angeles per meno
di $20. Dopo un’altro giro generale dicidiamo di dirigersi per le colline
di Bel Air anche se tardi, facendo tappa prima di tornare in
albergo al solito supermercato per comprare qualcosa, anche se ormai siamo incuriositi
dalle loro schifezze.
Ritornando in albergo decidiamo di parcheggiare davanti all’albergo dato
che dalle 18 alle 9.00 era possibile parcheggiare gratis, risparmiando così
i $25 del parcheggio dell’albergo.
Giugno 7 – Ore 08.00
Venice Beach – Marina del Rey
Anche
questa mattina sveglia militaresca e via per la doccia. Arrivati nella Hall,
il solito Concierge non ci fa finire la frase che ci da le solite indicazioni
per Venice Beach. Facciamo il solito pit stop da Starbucks,
con solito muffin gigantesco alla carota, e bibitone di caffè. Parcheggiamo
ancora in modo spudoratamente di culo, dato che abbiamo trovato un parcheggio
gratuito tra i tanti a pagamento che c'erano. Finalmente siamo a Venice Beach,
comincio a fantasticare al fatto che qui i Doors si sono conosciuti e uniti,
ed il tempo di aprire gli occhi che ci troviamo nel bel mezzo di un set, stanno
girando un film. Chiedo gentilmente ad uno della Secutity di che film si tratta,
e lui risponde " Million Dollar baby" con Morgan Freeman
e Clint Eastwood, faccio delle foto di rapina dato che lo vietavano e ci facciamo
tutto il lungomare, (chi l`avrebbe mai immaginato che quel film era un film
da premio Oscar??). Compriamo a poco un paio di cappelli da baseball, vediamo
i canali ispirati alla nostra Venezia facciamo un paio di telefonate con le
carte telefoniche internazionali a parenti e amici, facciamo un salto a Muscle
Beach, i vari mercatini e alla fine ci accasciamo sulla spiaggia. L’acqua
e’ troppo fredda e quindi rimandiamo il bagno ad un’altra volta.
Decidiamo di andare a fare una scappatina a Marina del Rey,
che alla fine risulterà un porto, ma niente di speciale, certe volte
la realtà non è come quella letta nelle guide. Durante il tragitto
di ritorno per curiosità ci fermiamo a vedere un negozio sportivo, che
apparentemente a prima vista sembrava interessante, ma dopo un rapido tour decidiamo
di aspettare essendo solo all’inizio, ed inoltre la merce non allettava
per niente. Siamo attirati da un negozio che dalla scritta vende tutto ad $1.
Entriamo e vediamo se c’e’ qualcosa che ci occorre, quindi si compra
un apriscatole che alla fine useremo più come oggetto contundente, inoltre
un signore incuriosito più che altro dal nostro parlare italiano, incomincia
a fare domande, e se all’inizio il suo aiuto e suggerimenti erano simpatici,
dopo circa 30 minuti stava diventando una palla al piede. Infatti suggeriva
i prodotti che secondo lui, noi dovevamo comprare in quantità industriali,
per il loro costo relativo. Spiegando che eravamo dei vacanzieri on the road
e non potevamo comprare 100 scatole di zuppe solo per il loro prezzo economico.
Forse uno che era rimasto scottato da Wall Street, chi lo sa. In ogni caso l’unica
cosa che compriamo in dosi massiccie sono i boccioni dell’acqua Arrowhead,
dato che ce ne serviva tanta e bevevamo come cammelli e sempre più convinti
di aver scelto la macchina adatta.....aprivamo il bagagliaio e buttavano dentro,
con tutto quello spazio.
Tornati in albergo chiamo il W di San Diego per anticipare il nostro arrivo
di un giorno.
Giugno 8 – Ore 06:00
Los Angeles – Anaheim (Walt Disney ) – San
Diego
Questa volta la sveglia è ancora più traumatica, ormai ci abbiamo
fatto il callo. Dopo l’ultima doccia rinfrescante, decidiamo di lasciare
l’albergo e prima di dirigerci a San Diego, facciamo una tappa ad Anaheim
dove andiamo a vedere Walt Disney!!!!
Facciamo il check-out pagando una cavolata, in quel momento siamo stati contenti
di essere dipendenti di una grande catena alberghiera, e carichiamo tutto in
macchina, non manchiamo di salutare il mio collega Concierge che come al solito
senza neanche dire A, ci da il solito foglietto di carta con tutte le direzioni
per andare ad Anaheim. Nostro ultimo obbiettivo prima di lasciare L.A. e’
quello di fotografare la scritta Hollywood sulle colline (eh già strano
ma vero non l' avevamo ancora vista), infatti Claudia dal lato passeggero è
pronta con le macchine fotografiche (tipo reporter), ma nessuna traccia, ma
la sorte è dalla nostra parte, infatti la fortuna ha voluto che sbagliando
strada riusciamo ad immortalare la scritta, fermando il traffico, dato che mi
fermo in mezzo alla strada per dare il tempo di scattare le foto, le macchine
dietro senza fare il solito teatro italiano attendono capendo la situazione
(che bravi questi americani).
Dopo la solita sosta da Starbucks, dove Claudia finalmente decide di comprarsi
la loro Mug (Tazzone) per il caffè, partiamo a tutto gas per Anaheim.
Arriviamo e sembra di stare nel paese dei balocchi con alberghi dai nomi fantastici,
la gente vestita da Topolino, Minnie etc. Parcheggiamo nel Disney Parking, che
costa $10, cavolo come sono organizzati, prendiamo la navetta e ci dirigiamo
al parco. Adesso viene il bello, di parchi ce ne sono 2, Il Walt Disney
World il primo nato, e il California Adventure...che
fare???? Chiediamo al signore alla cassa, che ci dice che per ragazzi come noi
conviene California Adventure, e quindi ci fidiamo pagando come al solito $50.00
a testa e questa volta niente sconti. Entriamo dubbiosi, ed infatti, avremmmo
dovuto fare di testa nostra e andare a vedere il vero parco di Walt Disney,
prima pecca di una vacanza fai da te. In ogni caso non ci scoraggiamo e ne approfittiamo
per vedere un po’ in giro, certo non sono gli Universal Studios, ma facciamo
il nostro giro sul Tower Hotel dove incontriamo una mamma e figlia, sembrano
le controfigure di Free Willy 1 & 2, per la loro larghezza, e ci raccontano
che è la 7° volta che vengono al parco che sono eccitatissime e che
hanno la membership card che gli permette di venire quando vogliono, io rimango
a bocca aperta e come al solito cerco di vendergli anche il mio pass scherzando,
facciamo un salto sulle Cascate e alla fine verso le 17:30 stufi di parchi divertimento,
decidiamo di andarcene, passando per i souvernirs store, senza comprare niente.
Verso le 19.30 arriviamo San Diego, mi sta sorprendendo la
mia facilità nel trovare i posti e soprattutto nel guidare negli USA,
in ogni caso le strade sono larghe, e soprattutto le città uguali, a
scacchiera, quindi facili da guidare ed inoltre sembra che il traffico qui non
esista o almeno tutti guidatori modelli.
L’albergo è bello, morderno tutta gente giovane, sarebbe bello
lavorarci. Ci presentiamo e fanno notare che non hanno la nostra prenotazione,
ma che non c’è nessun problema e ci danno una camera, in ogni caso
già approcciando San Diego ci siamo sorpresi per la sua bellezza, cercheremo
di confermare i commenti positivi durante i prossimi giorni. Solita doccia,
Corinna come al solito chiama la Reception, per gli accappatoi mentre per le
ciabattine chiedono $15 a testa, quindi non se ne fa niente. Chiediamo al Concierge
che questa volta sembra piu’ smart e soprattutto PARLA!!! dove poter andare
a mangiare qualcosa, dopo aver mangiato Burritos, eravamo nauseati dal cibo
messicano, quindi ci dice di andare alla 4th & 5th Avenue, dove è
pieno di posti. Prendiamo la macchina che come al solito avevo parcheggiato
davanti l’albergo e in 5 minuti ci troviamo li, ed aveva ragione, 2 strade
illuminate quasi a giorno, ma non come potrebbe essere Las Vegas o New York,
in modo ragionevole, San Diego ci sta piacendo e soprendendo in senso positivo.
Finiamo
per entrare da Hooters, una catena di locali, dove ti servono hamburgers e cibi
tipici americani, e la loro particolarità sono le cameriere con pantaloncini
attillati, tette esplosive su pattini a rotelle che servono ai tavoli, posso
dire che la presenza al femminile nel locale era quasi nulla a parte Claudia
& Corinna, in ogni caso sbraniamo quello che ci portano e lasciamo come
al solito la mancia che qui e’ un MUST, vivono con questo, di solito il
10% del conto, comunque a vostro giudizio.
Anche se stanchi morti facciamo il solito giro, ritorniamo in albergo facciamo
un giro, e ammiriamo il loro bar "The Beach", su di una terrazza
al secondo piano con sabbia di mare ed un fuoco al centro, Corinna decide di
rimanere mentre io e Claudia ci dirigiamo a dormire, stanchi morti.
Giugno 9 – Ore 9
San Diego
Oggi ci siamo svegliati non troppo presto predendocela comoda, decidiamo di
andare al centro e di fare un Trolley Tour, (giro della città
con un tram) al costo di $25.00, purtroppo questa volta per il parcheggio c’è
andata male e quindi per evitare inconvenienti tipo multe, abbiamo pagato il
parchimetro $3.50. Il tragitto è interessante, anche se avremmo potuto
farlo noi in macchina seguendo il Tram, idea venutaci dopo, in fin dei conti
non tutte le ciambelle escono con il buco.
San Diego è bella, una cittadina a dimensione d’uomo, altro che
L.A.. Dopo il tour decidiamo di mangiare finendo in un grande Shopping Mall
all’aperto e decidiamo per il cinese e con neanche $5 ci riempiamo. Facciamo
il giro dei negozi, troviamo un Internet Cafè, che, incredibile a dirsi,
è l’unico decente trovato a buon mercato. Finalmente diamo notizie
ai colleghi e nostri cari, che sicuramente si torceranno dall’invidia.
Dopo vari indugi e consigli nostri e della shopkeeper Corinna si compra un paio
di Levis per meno di $40. Torniamo in albergo mangiamo quello che ci è
rimasto della spesa, fatta nei giorni precedenti, Noodles che si riscaldano
con l’acqua. Doccia altro giro veloce nella 4th & 5th Streets, ritorno
in albergo, un paio di drinks nel Bar The Beach e tutti a nanna.
Giugno 10 – Ore 9
San Diego – Toccata e Fuga di Tijuana - Barstow
– Las Vegas
Questa mattina facciamo i signori e decidiamo di fare colazione in albergo
tanto abbiamo lo sconto del 50%. Rimaniamo delusi che è tutto alla carta
e non a Buffet, quindi io prendo il mio tazzone di caffe’ con brown toast
e marmellate varie, Claudia, Muesli, che si riveleranno una montagna e molto
nutrienti, mentre Corinna un Muffin con altro. Notiamo in lontananza un cameriere
con un piercing e capelli stile l’Ultimo dei Moicani, e pensiamo che lavorare
al W sia molto easy ed infatti è così parlando con altri dipendenti,
che incuriositi dal nostro viaggio fanno domande, dato che molti americano non
sanno dov’è l’Italia ed inoltre c’è gente che
non è uscita dall’america e neanche da San Diego.
Prima di partire chiedo al mio collega Concierge come arrivare a Las Vegas,
tempo necessario e se conviene ad andare a Tijuana. Ci sconsiglia
di andare a Tijuana dato che una volta entrati in Messico avremmo avuto difficoltà
a rientrare negli US dato che non siamo americani e poi che è pericolosa.
Tempo necessario per Las Vegas 5/6 ore e inoltre ci spiega
che i limiti di velocità possono essere superati di 9 miglia, dato che
in questo modo i polizziotti non possono fermarti. Se invece si superano di
10 possono fermarti e farti la multa. Ma guarda tu sto furbastro di un americano.
In ogni caso vogliamo fare felici Corinne e la nostra curiosità e ci
dirigiamo verso il Messico – Tijuana, facciamo in tempo a fare una foto
alla frontiera che il polizziotto ci ferma e ci indica gentilmente di svoltare
per Las Vegas.
Appena in autostrada prendiamo la Interstate 15, e provo a fare come mi ha detto
il mio collega, max. Velocità consentita 75 miglia, arrivo a 84 e metto
il cruise control, una pacchia e una noia, strade larghe, ma larghissime, e
all’orizzonte solo deserto!!!!
Come da nostra tappa ci fermiano a Barstow, cittadina che
non offre niente se non un Outlet consigliato da un racconto su www.cisonostato.it
ebbene c’è la Reebook, Ralph Lauren e Timberland ma niente di granche’.
Claudia compra un paio di sandali della Timberland in pelle a $20....gli stessi
che in italia fanno a Euro 60. In ogni caso i prezzi sono irrisori rispetto
ai nostri, vorrei comprare anch’io delle scarpe ma alla fine il buon senso
mi dice Ma che ci faccio dopo?? Verso le 13.00 via, decidiamo di continuare
il nostro viaggio, il mio fido navigatore Claudia dorme, Corinna dietro dorme
ed io guido, ascoltando musica locale ed ammirando un paesaggio desertico ma
suggestivo. Decidiamo di fermarci a vedere la famosa cittadina di Calico ma
credetemi sembra un’americanata per un film fatta apposta per turisti
con gente vestita come nel vecchio Far West, anzi ad una certa ora per entrare
a vederla bisogna pagare $5 a testa, ma vattinne!!! Il viaggio continua ed in
lontananza scorgiamo delle luci, potrebbe essere Las Vegas, in ogni caso Claudia
con la macchina fotografica pronta, scatta le foto, sembra una giapponese, fotografa
tutto, alla fine del viaggio avrà fatto circa 1000 foto, con la sua digitale,
mentre io solo 500. In ogni caso non era Las Vegas e noi ci mettiamo a ridere
a crepapelle. Come al solito ci fermiamo per fare rifornimento di benzina, dato
che la nostra fedele Jeep beve, per fortuna costa niente la benzina. Io nel
frattempo mi metto con una guida a chiamare i numeri verdi dei vari alberghi
per vedere la loro disponibilità e che tariffe offrono, cercando qualcosa
a buon prezzo sapendo che tanto si userà e dormirà poco. Alla
fine optiamo per il Sahara un vecchio gigantesco Hotel sullo Strip, uno dei
primi ad essere nati. Una stanza per 3 ci viene a costare $69, niente, per fortuna
è giovedì, il giorno successivo costa ben $150!!! Con impazienza
cerchiamo di percorrere gli ultimi kilometri che ci separano, intanto Claudia
sbircia tra i vari vouchers, riviste, guide e mappe presi dai vari Vistiors
Centers, Fast Food o distributori, per cercare Discounted Vourchers.
Ore
20.00 siamo a Las Vegas, Sin City la città
del peccato, è tutto così surreale ed indescrivibile, già
pensiamo di riamanere più di una notte, se non si è sul posto
non si può credere a quello che hanno costruito, una città dei
balocchi nel deserto, e noi per il ponte di Messina ci stiamo ancora pensando!!!
Tutto incredibile. Arriviamo al Sahara, scarico i bagagli e parcheggio da me,
nel loro immenso garage. Un tizio tutto vestito di giallo ci fà il check-in
e da la stanza numero 2000 e rotti. La stanza è essenziale, e scoraggiamo
Corinna a chiamare per gli accapatoi (Bathrobe) infatti la risposta dell’operatore
è una bella pernacchia, ci portano giusto un paio di asciugamanini in
più, grandezze tipo quelli da bidet, ci facciamo una bella doccia e decidiamo
di farci il buffet del Treasure Island che se ne è sentito parlare bene.
Purtroppo abbiamo la stupida idea di farcela a piedi. Quindi essendo usciti
alle 22.00 e arrivati alle 23.00 al Tresuare Island, dato che cammiando ci si
fermava a fotografare l’impossibile ammirando il Bellaggio,
The Venetian e tutto quello che ci circonda, abbiamo dovuto
rinunciare al nostro prelibato buffet dato che chiudeva alle 23.30, e quindi
più che mangiare avremmo dovuto ingoiare tipo Pellicani. Quindi ci abbiamo
riunciato e ci siamo diretti verso un piccolo snack bar del Venetian per il
solito misero Hamburger.
Camminando
per lo Strip (Las Vegas Boulevard ) capiamo che a parte fuori,
l’interno degli alberghi-casinò e’ lo stesso, tutti fatti
in modo uguale, quindi ci rendiamo conto che una notte è più che
sufficiente e decidiamo di partire il giorno dopo. Corinna è molto stanca
e decide di andare in albergo, mentre io e Claudia, decisi a sfruttare ogni
momento di questa vacanza ci facciamo tutto lo Strip a piedi fino all’
Excalibur, vediamo il mitico MGM, mentre per
strada la gente incomincia a tornare nei propri alberghi, sicuramente molti
di loro perdenti, mentre non mancano i signori che offrono la compagnia di belle
ragazze. Torniamo in albergo alle 06.00 dopo aver speso $50 tra Roulette e Black
Jack, siamo a Las Vegas o no!!!
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di Riccardo, per gentile concessione ad America On The Road, riproduzione vietata
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