USA 2011 - un racconto di Nicoletta (nyx000) - parte 2

Ritratto di nyx000

15.08.2011 – h. 8.30

HURRICANE - MOAB


Dopo esserci preparati e aver fatto una gigantesca colazione nel calduccio dell'hotel, scopriamo che uscire, oggi, è traumatico.. è ancora più freddo di ieri… abbiamo solo 9°!!! Ci rifugiamo di corsa nel tiepido microclima della Jeep e ripercorriamo parte del parco, destinazione Moab. Ma la vera sorpresa arriva quando oltrepassiamo la parte già vista: le rocce cambiano colore continuamente e senza sfumature intermedie, dal rosso al bianco al nero… e hanno forme così particolarmente regolari in forma e distanza l'una dall'altra, da essere quasi inquietanti…!

Percorriamo buona parte del parco a bocca spalancata poi, poco prima di Hanksville, cerchiamo indicazioni per la Mars Desert Research Station. Non trovandole, chiediamo info alla cassiera del food-mart dove ci fermiamo a comprare due sandwich per pranzo e una bella scorta d'acqua… la ragazza ci spiega a grandi linee la strada da percorrere, indicandoci uno sterrato senza cartelli che dovrebbe essere la "nostra strada"; ma dopo aver seguito i suoi consigli, ci rendiamo conto che gli sterrati senza cartelli sono troppi per provare a seguirli tutti, e oggi abbiamo in programma già molte altre cose decisamente più interessanti da visitare! Torniamo così sui nostri passi e raggiungiamo il Goblin Valley SP, dove restiamo circa un'ora.

I Goblin, composti di arenaria rossa, sono delle buffissime formazioni rocciose che sembrano tanti piccoli gnomi, e a vederli da lontano sembrano piccoli e vicini; ma quando ci si addentra in un gruppo di questi a piedi (e camminarci in mezzo è davvero divertente!) ci si rende conto che in realtà sono alti anche 5m, e c'è perfino il rischio di perdere il senso dell'orientamento!!!

Ci poi rimettiamo on the road e mentre divoriamo i nostri sandwich riusciamo perfino a telefonare a casa: finora ci era risultato impossibile, dato che quando l'orario poteva essere buono per entrambi fusi, o il cellulare non aveva rete, o si collegava ad una che non ci permetteva di telefonare…

Strada facendo incontriamo anche una zona desertica dove sabbia e asfalto si confondono... impossibile per noi non fermarci a fare un giretto!

Ed ecco che finalmente raggiungiamo il famoso Arches NP: siamo impazienti di vederlo e iniziamo subito la visita! Ci rendiamo subito conto che questo parco merita davvero la fama che ha; anche se ancora non abbiamo incontrato nessun arco, i paesaggi che si aprono davanti ai nostri occhi sono magnificenti e ovunque si respira aria di Old West!

Nel parco ci fermiamo a visitare tutti i view point con i relativi brevi trail, e ci prendiamo il tempo anche per percorrere interamente quello per visitare North e South Windows.

Il caldo è opprimente oggi, e nonostante la temperatura non superi mai i 36°, il sole picchia forte e a metà pomeriggio, nonostante fossimo già abbronzati, ci ritroviamo con le parti scoperte del corpo che hanno raggiunto un inquietante colore rosso fluorescente, e le energie quasi esaurite!!

Al termine del lungo percorso ch attraversa il parco facciamo un ultimo sforzo e percorriamo (un po' faticosamente, a dire la verità) il trail che ci porta a Landscape Arch. L'arco è magnifico e tremendo, sembra debba spezzarsi alla prima folata di vento!!!

Ormai sfiniti facciamo ritorno a Moab e ci infiliamo in un diner dove ci abbuffiamo con due bei piattoni di carne con zuppa e patate per pochi dollari. Poi facciamo un giretto nei negozi della Old Town e facciamo ritorno in motel… naturalmente a piedi, perché non siamo ancora stanchi di camminare (!!?)!

LE SPESE DI OGGI:

Carburante = 35$

Ingresso Goblin SP = 7$

General Store = 12$

Cena = 40$

Motel = 58$

I KM DI OGGI: 300

PARZIALI: 2546

PENSIERO DEL GIORNO: Moab è probabilmente la città più mangia-turisti che abbiamo visitato finora: una vera industria del souvenir, dove tutto, dai ristoranti alle t-shirt, è nettamente più caro della media!

COLONNA SONORA: Highway 40 Blues - Ricky Skaggs

16.08.2011 – h. 8.30

MOAB


Ahi ahi!! Oggi alzarsi è come mettere in moto un una macchina ferma da anni… la stanchezza accumulata comincia a farsi sentire, i nostri muscoli reclamano relax e noi ci sentiamo tutti incriccati ma… bando alle ciance, oggi ci aspetta ancora una giornata impegnativa! Quindi facciamo il pieno di energie con l'ottima colazione in motel e riprendiamo la 191 finchè non troviamo l'indicazione per Canyonlands (sezione di Island in the Sky), l'altro grande parco di Moab.

Già dai primi view point la nostra voglia di straordinarie vedute e grandi spazi viene appagata… questo parco è altamente spettacolare e offre momenti di contemplazione davvero indescrivibili, per i quali non ci sono parole, ma solo il silenzio incredulo di chi non ha mai visto nulla di simile!

View point dopo view point, la vista non riesce ad assuefarsi a tanta grandiosità, e ogni volta mente e cuore si spalancano davanti a spazi che noi europei, comunque abituati ad arte e bellezza, non possiamo neanche concepire.

Ci dedichiamo così al brevissimo trail che porta al Mesa Arch, dove a catturare lo sguardo se la giocano sia il gigantesco arco che il panorama che gli si estende dietro!

Poi, dato che oggi ancora non ci siamo messi seriamente in cammino, scegliamo di fare il trail per l'Upheval Dome, e raggiungere il panorama creato (si dice) dalla caduta di un meteorite. Restiamo però poco soddisfatti di tale vista e decidiamo di proseguire un po' alla cieca, alla ricerca di un punto di vista migliore.

Dopo mezzora di inutile cammino, ci rendiamo conto che stiamo sprecando tempo ed energie preziose sotto il sole caldissimo di mezzogiorno… Così facciamo ritorno, finchè non arriviamo stanchi ed accaldati alla rest area del parco, dove su un comodo tavolo all'ombra consumiamo il nostra pranzetto, comprato alla mattina al Foodmart (panini con hamburger ed insalatona) e ci concediamo anche un pisolino sulla panca!!

Riposati e rifocillati ci rimettiamo in macchina e proseguiamo il Dead Horse State Park, dove facciamo solo una breve visita, ma sufficiente per restare ancora una volta a bocca aperta davanti alla memorabile vista del gooseneck creato dal Colorado River.

Infine, raccogliamo le forze per l'ultima impresa della giornata: il trail all'interno dell'Arches NP che ci porterà a vedere il celebre Delicate Arch, simbolo del parco, al tramonto!

Il trail è lungo e abbastanza faticoso, anche se non come ci aspettavamo, probabilmente anche perché il sole sta ormai scendendo e ci sono decine di turisti che fanno la strada assieme a noi. Arrivati a girare l'ultimo angolo di roccia, ci troviamo davanti l'arco in tutta la sua spettacolarità, e ancora una volta oggi mi scappa un "wow!!" di sincero stupore!

Aspettiamo che il sole scenda e scaldi il panorama con i colori del tramonto, e intanto scattiamo foto su foto scambiando due parole con una famiglia italiana che è al suo 6° (beati loro!!!) viaggio negli USA…

Lo spettacolo è indimenticabile, restiamo finchè il sole non è sparito e poi ritorniamo alla macchina appena prima che sia buio completo. Lo spettacolo del parco nella luce del crepuscolo, con la carovana di auto che ordinatamente raggiunge l'uscita nel buio del deserto, credo che resterà con me per sempre…

LE SPESE DI OGGI:

Carburante = 41$

General Store = 12$

Dead Horse State Park = 10$

Cena = 27$

Motel = 59$

I KM DI OGGI: 244

PARZIALI: 2700

PENSIERO DEL GIORNO: I parchi americani sono tutti straordinari, ma seguendo solo le scenic road che li attraversano ci si perde davvero la visione di veri gioielli che, da soli, valgono un viaggio negli USA… nonostante richiedano qualche camminata!

COLONNA SONORA: Runnin' down a dream - Tom Petty & The heartbreakers

17.08.2011 – h. 7.00

MOAB – MEXICAN HAT (stop imprevisto)


Anche oggi alzarsi è faticoso… Le camminate di questi giorni e il caldo si fanno sentire non poco sulle nostre gambette da sedentari!! Nonostante questo, anche il programma di oggi è impegnativo, così alle 7 siamo in piedi e ci rimpinziamo nuovamente con la colazione del motel che ogni giorno è diversa e freschissima! Ci mettiamo in macchina, facciamo il solito rifornimento di carburante e acqua e … via!!

La prima tappa di oggi prevede la visita alle antiche rovine Anasazi di Mule Canyon, ma prima ci fermiamo a fare una breve visita al caratteristico shop "Hole'n the Rock", costruito attorno ad una caverna e circondato da stranissime opere d'arte, e pieno di ancor più strani souvenir!

Così, un po' delusi, ci rimettiamo in marcia per vedere l'overlook di Muley Point. Ma prima che riusciamo a raggiungerlo accade l'imprevisto, quello che mai ci si augura che possa inframettersi tra una normale mattinata di vacanza e il resto della giornata… durante la marcia sentiamo un forte odore come di benzina, che ripensandoci bene già avevamo sentito anche ieri; e chinandoci a guardare sotto la Jeep scopriamo che perde parecchio olio… anche aprendo il cofano, lo troviamo tutto spruzzato!!! Ci spaventiamo parecchio, più che altro per il rischio di ritrovarci fermi in qualche zona desertica senza campo per i cellulari, e tiriamo dritto per Mexican Hat, che sulla mappa risulta essere il paese più vicino, alla ricerca di un meccanico.

Ci fermiamo ad una stazione di servizio a chiedere informazioni, dove una gentilissima ragazza indiana, dopo averci detto che non ci sono meccanici nel raggio di miglia, si stende letteralmente sotto la Jeep decretando che si è rotta la guarnizione del cambio, e che quindi ci conviene farci sostituire la macchina, offrendoci il telefono della stazione di servizio per contattare la National.

Dopo una ventina di minuti di telefonata, in cui Andrea riesce in qualche modo a capire e farsi capire dalla addetta nel noleggio, otteniamo di avere una macchina qualsiasi a Mexican Hat entro 3 ore, ed un 4x4 entro domani a Chinle.

Non ci resta che sederci ad un tavolino della Gas Station ad aspettare pazientemente, ringraziando il cielo, nonostante tutto, di essere rimasti a piedi dove possiamo avere cibo. acqua fresca a volontà e anche un bagno!

In realtà, ora dopo ora il resto della giornata si trasforma in un incubo… le ore passano lentissime, e della macchina neppure l'ombra... restiamo fino a sera alla stazione di servizio ad aspettare la macchina che non arriverà mai, e chiedendo continuamente aiuto alle indiane per poter chiamare l'autoloneggio (con i loro telefoni, dato che i nostri cellulari con numero italiano risultano non rintracciabili!). Le gentili indiane ci fanno anche da interpreti quando abbiamo difficoltà al telefono.

Ormai a metà pomeriggio, ci sentiamo rispondere dalla National che non risulta nessuna richiesta di auto a nostro carico, ma ci viene assicurato che un carro attrezzi ci avrebbe raggiunto per le 17... nelle successive telefonate l'orario viene spostato alle 23, e infine alle 3 del mattino dopo!!! Noi cominciamo ad essere esausti, nervosi e preoccupati, perché i motel di Mexican Hat sono pochi e tutti al completo, e noi non sappiamo dove dormire, non possiamo spostarci se non a piedi, e inoltre abbiamo perso un giorno di marcia e una notte già pagata a Chinle. Insomma, ci si prospetta una notte in macchina e un bel punto di domanda per domani…

Nella sfiga però qualcuno guarda giù, e fa in modo che incontriamo altri ragazzi italiani, tra i quali una coppia di bolognesi che si offrirà di accompagnarmi ai vari motel nell'inutile ricerca di una stanza libera, e 4 gentilissimi ragazzi di Cuneo che, avendo a disposizione due camere con doppio queen bed, ci faranno il grandissimo regalo di cedercene una in modo da permetterci di avere un letto e un bagno per la notte. Dopo un milione di ringraziamenti e lo scambio di nomi e telefoni, sfiniti dall'ansia ci buttiamo nel meraviglioso letto dell'Hat Rock Inn, pensando quanto avrebbe potuto essere brutto finire questa lunga giornata sui sedili della Jeep!

L'adrenalina e l'ansia per il giorno dopo ci impediscono di prendere sonno ancora per un po', ma mai una stanza ci è sembrata tanto accogliente, ed un letto tanto confortevole!!!

LE SPESE DI OGGI:

Carburante = 27$

Dollar = 14$

Gas Station = 21$

Cena = 4$

Mancia = 26$

I KM DI OGGI: 230

PARZIALI: 2930

PENSIERO DEL GIORNO: Siamo rimasti davvero stupiti dalla quantità di offerte di aiuto che abbiamo ricevuto dai nostri connazionali!!! Mentre abbiamo poi scoperto che le "disponibilissime" indiane si son prese un sacco di mance da parte nostra senza dirci che, in realtà, i numeri che avevamo chiamato erano tutti gratuiti…

COLONNA SONORA: Attack - 30 Second To Mars

18.08.2011 – h. 9.00

MEXICAN HAT - SEDONA


Questa è stata una notte agitata. Nonostante il comodo queen bed e la camera silenziosa, il pensiero di essere ancora bloccati qui domani, e la paura di ricevere una chiamata per un'ulteriore ritardo della macchina (l'ultima telefonata alle 22 di ieri sera ci ha assicurato l'arrivo di una macchina per stamattina alle 9, ma non siamo molto fiduciosi…) non ci fanno dormire molto.

Per di più il papà di Andrea ha l'incredibile illuminazione di chiamarci verso le 2 di mattina… dimentico del fuso… naturalmente non gli abbiamo mai ripetuto gli insulti che ci sono sfuggiti in quel momento!!!

Alle 7.30, in ogni caso, siamo già in piedi con i bagagli chiusi, in attesa… le tende del motel sono ben aperte e noi non riusciamo a rilassarci.

Ma verso le 8.30, guardando fuori, vediamo un carro attrezzi con una berlina bianca fermo davanti al motel… SEMBRA UN MIRAGGIO!! Prima che qualcuno riesca a bussare alla porta, abbiamo già aperto!!

Concludiamo il cambio della Jeep con una Crown Victoria, spostiamo i bagagli, ringraziamo l'autista che è partito alle 4 da Flagstaff per portarci il mezzo e… siamo di nuovo on the road!!!

Il realtà questo (seppur comodo) transatlantico bianco non ci piace neanche un po'… ma soprattutto lo troviamo tremendamente disadatto al viaggio che abbiamo programmato! Oltretutto da contratto, la National ci avrebbe fatto un favore, in quanto quest'auto è di categoria superiore a quella che abbiamo pagato noi, escludendo così ogni possibile futura lamentela; ma tant'è, l'importante è che possiamo muoverci!!

Non vogliamo farci rovinare neanche una sola ora in più di questa vacanza, così ripartiamo dove eravamo rimasti, ovvero dalla 261, sulla strada per Muley Point. La berlina fa decisamente fatica a percorrere lo sterrato della Moki Dugway e quello per Muley Point, ma con calma ci avviciniamo al view point, e quando lo raggiungiamo tutto il malumore (o quasi…) del giorno prima svanisce: il panorama è mozzafiato e si estende in tutte le direzioni! Riusciamo a distinguere la Valley of the Gods, la Monument in lontananza e il Saint Juan River proprio sotto di noi. Scattiamo decine di foto, ma nessuna riesce a trasmettere la sensazione di immensità che stiamo provando: ci sentiamo sul tetto del mondo!!!

Torniamo sui nostri passi e proseguiamo con la visita del Gooseneck State Park, ovvero un magnifico view point sul Saint Juan River e gli spettacolari canyon che ha scavato nel tempo. Ci tratteniamo giusto il tempo di scattare qualche foto e proseguiamo. Dobbiamo a malincuore evitare di percorrere la Valley of the Gods, nonostante ci sarebbe piaciuto moltissimo.. ma la Victoria non reggerebbe uno sterrato così, e inoltre abbiamo un giorno da recuperare, quindi oggi dobbiamo macinare parecchi km!!

Rieccoci quindi di nuovo in marcia verso Holbrook, sfuggendo continuamente a dei nerissimi ma suggestivi nuvoloni, che sembrano lasciare miracolosamente un corridoio di cielo azzurro sulla nostra strada, e riversando pioggia e fulmini tutto attorno!

Verso le 15 siamo a Holbrook, e non ci lasciamo scappare un piatto messicano da Joe&Aggies, di cui avevamo un ottimo ricordo dallo scorso anno, e un souvenir per gli amici nel negozio di fronte.

Ormai i nuvoloni ci hanno raggiunto, il cielo è minaccioso e noi ci rimettiamo in macchina, direzione Sedona.

Sulla strada passiamo dalla tipica Winslow, facciamo il tentativo di visitare il Meteor Crater (che però alla fine non ci ispira sia per l'imminente temporale, sia per l'industria turistica che gli si è creata attorno… chiedono ben 16$ a testa!!!). Diamo poi una breve occhiata alla Ghost Town di Two Guns (che però è chiusa ai visitatori) e a Twin Arrows (chiusa anch'essa, ma noi ci infiliamo per scattare qualche foto!) e arriviamo fino a Flagstaff. Qui parcheggiamo e ci facciamo un giro nel curatissimo e un po' trendy centro storic, compriamo una t-shirt e ripartiamo.

Finalmente, quando ormai è buio, raggiungiamo Sedona e le sue rocce rosse, dopo aver oltrepassato una incredibilmente verde foresta di pini! Sedona è grande e vivace, piena di negozi che sono aperti fino a tardi… vorremmo farci un giro, ma siamo stanchissimi per colpa della notte insonne e del lungo viaggio, così ci infiliamo in motel e usciamo solo per raggiungere il vicino Walgreen, e comprarci due gelati e una lemonade per cena, e senza riuscire a trovare le forze di farci neanche una doccia, crolliamo nel queen bed!

LE SPESE DI OGGI:

Carburante = 27$

Pranzo = 26$

Souvenir = 6$

T-shirt = 20$

Walgreen = 9$

Motel = 68$

I KM DI OGGI: 630

PARZIALI: 3560

PENSIERO DEL GIORNO: Restiamo sempre stupiti da quanto rapidamente cambia il paesaggio negli USA: prima sabbia e cespugli, poi foreste verdi di pini, poi rocce rosse.. tutto nel giro di pochi km!!!

COLONNA SONORA: Getaway - Rossington Collins Band

19.08.2011 – h. 8.00

SEDONA - TUCSON


Ore 8.00: eccoci già a bordo della Victoria con una veloce colazione fatta sul bordo della piscina del motel e l'Apache Trail impostato sul navigatore: oggi percorreremo la più antica strada d'America!!!

Però, strada facendo, a metà strada fra Phoenix e Flagstaff, vediamo le indicazioni per il Montezuma Castle National Monument. La visita ci richiede solo una piccola deviazione, così decidiamo di fermarci; e non ce ne pentiamo, perché con una brevissima passeggiata pianeggiante abbiamo la possibilità di vedere il "castello", ovvero un'abitazione perfettamente conservata dei nativi americani… impossibile per noi non farci la domanda: ma come hanno fatto a costruirlo?? Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con il ranger del parco (che era stato a Milano a vedere "L'Ultima cena"... e pensare che invece noi non l'abbiamo mai vista!!!), ci rimettiamo in strada.

I km dell'Apache Trail sono tanti, quindi abbiamo deciso di non percorrerlo tutto ma solo la parte più interessante, quella che dalla diga sul Roosevelt Lake arriva fino ad Apache Junction. In realtà siamo un pochino in ansia per lo sterrato che dobbiamo far affrontare già oggi alla Victoria, ma abbiamo deciso che non ci perderemo anche questo per colpa della National… per fortuna la strada non presenta particolari problemi, anche se la percorriamo davvero con calma e in alcuni punti è davvero "avventurosa": strapiombi di centinaia di metri su ampie vallate di cactus Saguaro, viste maestose su laghi e montagne di roccia e scorci da vero film western… Una strada che trasmette un reale senso d'avventura!!

Finito lo sterrato, troviamo il tipicissimo "paese" di Tortilla Flat (che conta BEN 6 abitanti!!!) e la città fantasma di Goldfiled,che ora è diventata una ben tenuta attrazione turistica.

Usciti da Apache Junction ci rimmergiamo nel nulla: percorriamo miglia e miglia in un'immensa pianura desertica senza vegetazione… solo qualche cespuglio secco qua e là!

Noi non abbiamo ancora pranzato e sono quasi le 16 quando raggiungiamo, come in un miraggio, una stazione di servizio, e, disperati per la fame, ci prendiamo un paio di sandwich preconfezionati che divoriamo in macchina. Poi, ancora nulla per miglia e miglia, finché non cominciamo a distinguere le prime, recentissime costruzioni che costituiscono la periferia di Tucson.

La città sembra parecchio grande e trafficata, e più ci si avvicina al centro e più le abitazioni assumono un aspetto vecchio e messicaneggiante, ma anche un po' trascurato. Insomma, la prima impressione non è delle migliori, ma quando raggiungiamo il motel (Best Quality Inn Flamingo) lo troviamo molto curato, moderno e pulito, o almeno così ci sembra.

In realtà, appena entrati nella stanza ci troviamo avvolti da un intenso odore di fumo, e nella doccia troviamo perfino impronte di piedi!!! Per la prima volta in vita mia chiedo alla reception il cambio della stanza… perfino il letto aveva un nonsoché di già usato!!

Il cambio ci viene fatto, fortunatamente, senza battere ciglio, e la nuova stanza è pulita e profumata.

Scarichiamo i bagagli e usciamo per un giretto: innanzitutto facciamo il pieno (qui il carburante è molto economico per fortuna), poi facciamo un giro in un negozio western e infine cerchiamo il centro.

Quando ormai è buio ci ritroviamo a girare per una strana città: molto hippie e disordinata, pieni di locali e negozi etnici, smoke shops, artisti di strada e gente alternativa! Passeggiamo per un'oretta, facciamo qualche acquisto e prendiamo un milk shake al Dairy Queen più gettonato della città… a questo punto siamo cotti e torniamo in motel a farci una doccia e… una bella dormita!!

LE SPESE DI OGGI:

Carburante = 30$

Carburante 2 = 42$

Market = 9$

Souvenir = 51$

Dairy Queen =6$

Motel = 48$

I KM DI OGGI: 460

PARZIALI: 4020

PENSIERO DEL GIORNO: Tuscon, e in realtà tutto il sud degli USA, sono molto diversi dagli Stati Uniti che abbiamo visto finora: si vede che risentono della vicinanza con il Messico! E' tutto più colorato, trascurato, ci sono scritte sui muri e autisti indisciplinati… ma anche locali aperti fino a tardi, aria di baldoria e musica!!

COLONNA SONORA: Tubthumping - Chumbawamba

20.08.2011 – h. 8.00

TUCSON


Oggi la sveglia è un po' traumatica… per un qualche misterioso e non ben identificato motivo nessuno dei nostri 2 cellulari suona, e ci svegliamo appena mezzora prima che finiscano di dare la colazione!! Così in 10 minuti siamo giù dal letto, vestiti e profumati, pronti per buttarci sul buffet… appena in tempo!! E mano male, perché sarebbe stato davvero un delitto non approfittare di questa ottima e ampia scelta di bontà. Poi ci mettiamo in marcia: oggi abbiamo un gran bel programma!!

Primo stop: supermercato! Compriamo acqua e prosciutto per il pranzo, e alle 11.15 arriviamo a Tombstone, incredibile cittadina western! Questo paese è tipicissimo e ottimamente conservato, e ad ogni angolo si vedono cowboy, carrozze trainate da cavalli e negozi che vendono abiti storici e souvenir… l'atmosfera è davvero quella di un salto nel passato!

Restiamo a gironzolare per Tombstone un paio d'ore, compriamo diversi souvenir per noi e per casa, poi ci torniamo on the road per raggiungere la Mission San Xavier. Qui il panorama cambia drasticamente: ci ritroviamo catapultati in Messico, tra musica tipica, bancarelle di fajitas e fedeli messicani che accendono candele votive.

La missione è splendida, spicca candida contro il cielo blu, magnificentemente decorata dia all'esterno che all'interno. Facciamo una breve visita, poi usciamo da questo quadretto messicano per raggiungere l'ultima tappa della nostra giornata: il Sonoran Desert Museum e il Saguaro National Park.

Entriamo nel museo (che in reltà è più un incrocio tra un giardino botanico e uno zoo) alle 16 con biglietto ridotto, e non ne usciamo prima delle 18! La visita è affascinante e molto coinvolgente, anche se molto faticosa per via del caldo umido, e permette di scoprire quanta vita c'è in realtà nel deserto, ed entrare in contatto con molte specie animali e vegetali… un museo che ci ha davvero entusiasmato!

Usciti dal museo ci inoltriamo nel Saguaro National Park (noi visitiamo la sezione ovest). La visita è abbastanza veloce, percorriamo la strada che lo attraversa guardando il panorama, anche se notiamo che, in fondo, non è così diverso da quello che si può ammirare nel circondario di Tucson. E' comunque molto suggestivo godere della calda luce del tramonto in un ambiente così particolare e fitto di cactus talmente alti da dare l'impressione di essere in un cartoon!

Torniamo così verso Tucson e ci infiliamo in un ristorantino messicano di cui abbiamo letto bene, Poco & Mom's, il classico posto su cui non scommetteremmo un dollaro vedendolo dall'esterno, ma dove mangiamo divinamente ad un prezzo ridicolo, ed usciamo rotolando.. senza neanche aver svuotato i nostri piatti!!!

La nostra stanza al Flamingo ci aspetta: doccia, caffè e poi.. tanta nanna!!

LE SPESE DI OGGI:

Market = 15$

Souvenir = 81$

Cena = 25$

Motel = 48$

Museo = 14$

I KM DI OGGI: 340

PARZIALI: 4360

PENSIERO DEL GIORNO: La differenza con il resto degli USA, qui, si "sente" anche alla Radio… difficilissimo trovare il country onnipresente nelle stazioni del resto degli USA… qui si ascolta o dance commerciale molto europea… o heavy metal PER NIENTE commerciale!!

COLONNA SONORA: The Logical Song – Supertramp

Continua >>>

 

Testo ed immagini di proprietà di Nicoletta (nickname: nyx000) per gentile concessione ad America On The Road. Diritti Riservati - All Rights Reserved

 

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