Mustang Sturgis Rally - un racconto di Danila (Undo)

Ritratto di Undo

Ogni anno, prima ancora di stabilire delle tappe ben precise per il viaggio che mi appresto a fare, mi piace studiare guide, giornali e depliant turistici per scovare qualche piccola chicca sconosciuta alle grandi masse.
Ebbene, se tutti conoscono lo Sturgis Rally, il motoraduno di Harley più grande d'America, in pochi sanno che da qualche anno il Mustang Club America sta organizzando anche un evento dedicato alle famose auto della Ford (si tiene generalmente tra la fine di agosto e l'inizio di settembre). L'ho scoperto per caso sfogliando un giornale informativo che mi era stato spedito a casa su richiesta dal South Dakota.
Shelby Cobra, Saleen, Mustang... un paradiso per gli appassionati di motori. Facendo parte del direttivo di un piccolo motoclub, abbiamo deciso di contattare gli organizzatori per chiedere informazioni. L'idea era di raccogliere foto e fare video da mostrare ai nostri amici una volta tornati a casa. Robin Shrake, la tesoriera del Mustang Club America, ci ha immediatamente risposto con gentilezza e un certo entusiasmo per la nostra presenza, fornendoci tutte le informazioni necessarie e una copia dettagliata del programma.

Inutile dire che abbiamo organizzato il nostro Real America su misura per poter dedicare un'intera giornata all'evento. Avremmo voluto partecipare almeno per due giorni, ma non ci era possibile, quindi ci siamo dovuti accontentare.

Appena arrivati nella piccola cittadina di Sturgis, ci siamo trovati circondati da Mustang. Avevamo già notato una notevole concentrazione di queste auto in giro per le Black Hills e tutti ci dicevano che si stavano dirigendo al raduno. Da bravi motociclisti però appena parcheggiato… non siamo riusciti a trattenerci: siamo corsi nel negozio Harley Davidson's a comprare magliette per noi e qualche regalino per gli amici a casa!

Al mattino verso le 10 circa non abbiamo trovato moltissime persone in giro ed è stato possibile passeggiare tranquillamente. Quello che ci ha impressionati è stata la quantità enorme di auto in esposizione: l'intera strada principale era un enorme parcheggio a spina di pesce e al centro era possibile passeggiare e ammirare le auto col cofano aperto. Ci è stato detto che solo quella mattina c'erano più di 700 Mustang, tra la strada principale e quelle secondarie. Ne aspettavano altre per i giorni successivi e speravano di arrivare a quota 1000. Ecco un paio di foto per farvi capire di che cosa stiamo parlando:

Gli altoparlanti trasmettono classic rock senza spaccare i timpani, ma accompagnando la passeggiata e incorniciando una bella giornata di sole e motori. Tutto intorno all'area sono stati sistemati stand che vendono pezzi per customizzare le auto, merchandising ufficiale Ford o quello dell'evento, ma anche i negozietti erano aperti, pur vendendo per la maggior parte t-shirt dedicate… al raduno delle Harley Davidson's!

Non abbiamo avuto tempo di visitare il piccolo e grazioso museo delle Harley, ma ci siamo limitati a fare una foto dall'esterno: ci aspettano al botteghino per incontrare finalmente Robin e il suo staff.

Che dire… quando ci siamo presentati neanche noi ci aspettavamo tanto calore. Ero piuttosto intimidita a dire il vero, ma appena Mrs Shrake ha terminato l'intervista che stava facendo per una televisione locale... è corsa ad abbracciarci come se ci conoscessimo da sempre! Ci ha presentati immediatamente a tutti come "gli ospiti d'onore italiani" e così abbiamo saputo che nessun altro italiano aveva partecipato prima a quest'evento, almeno per quanto ne sapevano loro.

Eccoci qui con Robin Shrake, tesoriera del Mustang Club America e organizzatrice dello Sturgis Mustang Rally:

Non hanno mancato di presentarci anche il sindaco di Sturgis (qui sotto), che pareva emozionatissimo dalla nostra presenza e che ci ha regalato, come ricordo della sua città e del rally, una bottiglia di Jack Daniel's invecchiato, con un'incisione al laser che ricordava quella giornata. Noi avevamo portato le magliette del moto club, che abbiamo voluto regalare ai nostri… neoamici americani, e le hanno indossate subito, dicendo a tutti "queste sono italiane!"… che dire. Gli americani non smettono mai di sorprenderci!

Dopo averci portato in giro con due golf cart come ospiti d'onore, presentandoci a tutti, ci hanno parlato un po' delle varie attività di quest'evento che sperano tanto diventi famoso e maggiormente frequentato anche da ospiti internazionali.
Organizzano lotterie per vincere auto della Ford o merchandising, l'enorme esposizione di auto a cielo aperto, una gara di burn out (per intenderci, quando, col freno tirato, accelerano tanto da far fumare le ruote posteriori), addirittura una simpaticissima asta di Mustang tutta all'insegna delle risate, una gara per la marmitta più rumorosa e una "Poker Run", ovvero una lunghissima coda di Mustang che fa il giro delle Black Hills e della zona circostante al Mount Rushmore.

Ma le sorprese… non sono finite. In quello che nei giorni normali è un parcheggio da supermercato era stata allestita una mini pista da corsa, con tanto di ostacoli e birilli a delimitarne il percorso. La Miller Motorsports mette ogni anno a disposizione due Mustang bianche con strisce azzurre e piloti professionisti. A ogni persona in fila viene fornito un casco e richiesta la firma di un documento che (ovviamente) scarica ogni responsabilità dall'organizzazione in caso di incidente. Ci hanno fatto salire poi su una Mustang da corsa, ognuno al posto passeggero in un'auto diversa, con accanto un pilota professionista. Messo il casco, ci hanno imbragati con le cinture di sicurezza a X. Saputo che siamo italiani i piloti non possono esimersi: c'è da scatenarsi! I pochi minuti di testacoda, burn out, curve tremende col freno a mano tirato e accelerate che toglievano il respiro… a me sono sembrati infiniti. Il fidanzato invece è sceso dall'auto assolutamente galvanizzato.

Nel pomeriggio ci siamo diretti alla Sturgis Dragway. Già al mattino faceva freschino, tanto da aver dovuto indossare i giubbotti leggeri, per cui in auto avevamo portato un paio di plaid in simil-pile, giusto per sicurezza. Anche questa volta siamo stati ospiti di Robin, che ci ha fatto entrare nell'area riservata ai piloti per vedere le auto e la lunga fila di partecipanti.

La gara è il famoso "quarto di miglio" (alla Fast and Furious): quando il semaforo diventa verde, bisogna partire a tavoletta. Un tabellone riporta i tempi di percorrenza delle due auto in gara e si va avanti così ad esclusione, fino ad arrivare a proclamare un vincitore.

Non ci ha sorpreso più sapere che eravamo gli unici stranieri presenti a quell'evento. Gli americani sono accorsi in massa, con tanto di cestini da pic nic, plaid e provviste per quella che sembrava l'apocalisse, più che una serata fuori con la famiglia! Ma i turisti non conoscono l'evento e quindi non abbiamo sentito parlare altro che americano, con nostra grande gioia.

Le gare ci hanno divertito moltissimo, anche perché l'organizzazione ha avuto cura di accoppiare Mustang d'epoca e quelle più moderne (con risultati per nulla scontati), quelle più customizzate con quelle invece appena uscite dalla fabbrica e così via. I commenti e gli scherzi dello speaker non sempre erano comprensibili (un po' perchè probabilmente non abbiamo afferrato del tutto il sense of humor americano, un po' perchè la pronuncia era tremenda, un po' perchè gli speaker distorcevano parecchio la voce), ma la serata è volata via veloce in compagnia di birra e hot dog caldi.

Man mano che passavano le ore continuava ad arrivare gente e le gradinate erano strapiene, come il parcheggio. Ma noi avevamo freddissimo! Nonostante le felpe e i giubbotti, nonostante due plaid in pile, il freddo penetrava fin nelle ossa. Non avevamo assolutamente idea di quanto potesse essere pungente alla sera, in aperta campagna, quindi siamo andati via prima della fine delle gare: mancavano ancora molti round ed era già notte fonda... per non dire che ero diventata un ghiacciolo e che appena entrata in auto ho chiesto di accendere la stufa al massimo per scongelarmi!

L'esperienza è stata una di quelle indimenticabili da appuntare e non dimenticare mai. Non solo per le auto, quanto per il calore degli americani che ci hanno fatto sentire in famiglia, per l'accoglienza che ci hanno riservato, per il fatto che anche le famiglie che non ci conoscevano volevano scambiare due chiacchiere con noi... e per l'organizzazione impeccabile di un evento che, almeno per quanto abbiamo potuto vedere, è filato liscio come l'olio nonostante l'elevato numero di partecipanti.

Che dire… se vi trovate in zona Sturgis tra la fine di agosto e l'inizio di settembre, non perdetevi lo Sturgis Mustang Rally. Non ve ne pentirete!

 

Testo ed immagini di proprietà di Danila (nickname: Undo) per gentile concessione ad America On The Road. Diritti Riservati - All Rights Reserved

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